
Una storia di passione e territorio
Sono Adriano Moretti e la mia vita gira intorno al vino. Non sono il classico vignaiolo con un curriculum da enologo, ma uno che si rimbocca le maniche e che ama profondamente quello che fa. Vivo e respiro Roero ogni giorno, trasformando questa terra in bottiglie che raccontano storie.
Per me il vino non è un lavoro; piuttosto uno stile di vita. Prima di diventare vignaiolo, ho provato un po’ di tutto: cameriere, barista, modello, e persino aspirante politico. A un certo punto avevo in mente di mollare tutto e aprire un locale in Australia con un gruppo di amici. Poi però ho guardato meglio ciò che avevo sotto il naso: il patrimonio di storia, natura e tradizione della mia famiglia. E così ho deciso di fermarmi e mettere radici, letteralmente. Non è stato sempre facile, soprattutto con mio padre Giovanni, che da me ha sempre preteso moltissimo, ma che non mi ha mai fatto mancare il suo sostegno, insieme a quello di tutta la mia famiglia. Oggi mi occupo dell’azienda a tutto tondo, dai lavori in vigna e in cantina, all’accoglienza dei visitatori, fino al marketing, curando ogni dettaglio con la dedizione di chi sta lavorando per qualcosa di più grande di sé. Chiedetemi di parlare del Roero e sarò un fiume in piena!

Ogni vigna una storia,
ogni vino un racconto
Il mio approccio al vino? Lasciare che ogni vigneto dica la sua. Preferisco affinamenti in acciaio senza esagerare con il legno: per me il vino deve essere fresco, piacevole, diretto. Sono stato fra i primi nel Roero a usare anfore di terracotta: oggi il 60% della mia produzione passa attraverso queste bellezze. L’anfora esalta la freschezza e il carattere autentico del vino, lasciandolo libero di essere se stesso, proprio come me. Alla fine, il mio obiettivo è semplice: portare nel bicchiere l’essenza di questa terra, senza filtri, ma con tanta passione.

