
Vendemmia 2024: quando rischiare paga
Mi sono veramente giocato tutto ed ho rischiato fino all’ultimo acino.
Quando si tratta di Nebbiolo, mi trasformo in un vero e proprio “cacciatore” di maturazione fenolica.
Ricerco quella finezza ed eleganza dei tannini che solo questo vitigno portato ai suoi limiti riesce ad esprimere.
Non è mancata la paura.
Sarebbe bastata qualche pioggia in più per portare in cantina poco o niente.
Perché rischiare così tanto? Ce n’era davvero bisogno?
Probabilmente no. Specialmente quest’anno.
Ma mi sto rendendo conto, man mano che passano gli anni, che mi sto trasformando in un perfezionista patologico.
Mi spiego meglio.
Questa è stata un’annata in cui sarebbe dovuto dare più importanza all’insieme piuttosto che ai dettagli.
Ma io ho la fortuna (o sfortuna!?) di avere un amico che da anni mi ripete:
“Si può sempre fare un BUON Nebbiolo. Ma per un GRANDE Nebbiolo, bisogna avere pazienza ed attendere la maturazione dei tannini; anche rischiando”.
Quindi ho aspettato, e ho vendemmiato dell’uva con una bella Botrytis Cinerea: non marciume acido, ma una muffa nobile, che aiuta a concentrare i composti aromatici del vino.
Certo è che la raccolta è stata difficoltosa. Grappoli delicatissimi con bucce al limite che si spaccavano con una facilità disarmante!
Vabbè, è andata.
E anche se a nessuno interessano queste fisime mentali, quest’anno mi sono sentito un pò eroico anche io. Anzi, mi sono sentito un vero… RO-HERO!
Mi piacciono i dettagli. Non sono essenziali, ma fanno la differenza.
(Forse, quest’anno, anche di più).