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PROMETHEUS – Vino Bianco in Anfora

Denominazione: Nessuna denominazione

Vitigno: Arneis 100%

Zona di produzione: Monteu Roero – cru “Gaiuccio”

Vinificazione: vendemmia tardiva, attorno ai primi giorni di Ottobre. Diraspatura dell’uva fresca. Fermentazione e macerazione delle bucce per 40 giorni in anfore di terracotta e grès porcellanato da 320 L e 350 L . Fermentazione spontanea con pied de cuve.

Affinamento: l’affinamento avviene in anfore di terracotta e grès porcellanato da 320 L e 350 L per un periodo di 10 mesi. Segue affinamento in bottiglia di 2 mesi circa.

Colore: tra il giallo dorato ed il giallo aranciato

Profumo: intenso e minerale, invitante, con sentori di frutta candita, miele di tiglio e fiori.

Gusto: intenso, con una leggera vena acidula che dà freschezza e persistenza. Vino infinito in bocca con sensazioni marcate di frutta e tannini delicati che donano a questo vino equilibrio e pulizia.

Abbinamenti: il matrimonio perfetto é sicuramente quello con i formaggi arborinati e pesci a polpa grassa, quali salmone e tonno. Non disdegna la selvaggina “da penna” e “da piuma” quali anatra, piccione e quaglia. Ottimo anche come vino da meditazione, da sorseggiate amabilmente dopo cena.

Temperatura di Servizio: 15 / 18 °C

Vita media del Vino: Vino poliedrico buono da subito ma che, sicuramente, nasconde grandi sorprese dopo un affinamento anche medio – lungo.

Produzione annua media: 1000 bottiglie

La storia dietro il vino… : dopo il grande successo della versione “in rosso” , Adriano ha voluto sperimentare anche la versione “in bianco”, scommettendo su qualcosa di nuovo per la zona: un’ Arneis “orange”.

Appassionato dei vini del maestro Josko Gravner, decide di proporre una sua versione di bianco macerato che si scosta dai vini friulani di ispirazione. L’ Arneis macerato è intenso e poliedrico ma “facile” da bere; apprezzabile da tutti per la sua intensità e complessità.

Dopo qualche esperimento poco riuscito, nasce il PROMETHEUS , il figlio ribelle che si oppone ad un “padre” che lo vorrebbe standard e semplice. Ma lui invece mostra i “muscoli” e si propone di portare la fiamma della curiosità a coloro che vorranno scoprire una nuova sfumatura del territorio roerino.

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